La Spadarina
Eoykos
Il gruppo dei sei.
Dal mito al viaggio contemporaneo.
 
Eoykos , il Gruppo dei Sei composto da Maurizio Brambilla, Paolo Golino, Antonio Notari, Rosario Scrivano, Francesco Stravato e Paolo Terdich, rappresenta un movimento artistico composto da pittori del mito, artisti dediti a dipingere le metamorfosi antiche e moderne tra acque e fiori, tra nuvole e farfalle, immaginando luoghi incantati che traggono spunto dalla gente comune, dalla campagna italiana e dalle creste montuose del Bel Paese, luogo che ancora oggi, come nei viaggi del Grand Tour, apre alle mille avventure della mente. Le terre della penisola sono il luogo deputato delle loro prospettive profonde, delle loro marine cristalline dove il colore leggero, a tratti impalpabile, riempie profondità imprendibili, luoghi incontaminati in cui la vita germoglia ancora con tutte le vibrazioni dell’energia primigenia. E’ infatti nel primario che gli artisti di Eoykos cercano l’origine della forma, il luogo in cui spontaneamente germoglia il colore, lo spazio abissale dentro il quale viaggia da tempo incalcolabile il frammento di fango, la Terra,  che è supporto e sostanza della nostra vita.
Gli artisti del gruppo hanno fatto del disegno strutturale e compositivo il loro obiettivo primario, l’arma gioiosa con cui raccontare il creato, la vita, i vari aspetti dell’universo. Ed è nel disegno, già dal primo schizzo, che  trovano le radici creative degli sviluppi successivi. C’è chi ha il segno ampio e deciso e raccoglie i volumi e pettina l’aria, tesse le forme proiettandole in spazi infiniti. C’è chi invece ha il segno indagatore che con puntigliosa attenzione indaga in ogni piega della visione, dando poi al colore il compito di completare l’armonia delle immagini. Il loro giorno di luce è disegnato di ragnatele avvolgenti dove tutto trova equilibrio, dove le forme sbocciano con corolle sensuali, onde vorticose, fanciulle in fiore, astrazioni che riportano il tempo all’origine della corsa delle stelle. Tutto ciò anche nelle prove plastiche dove l’argilla, tradotta poi nei metalli pregiati della fusione, si piega al volere creativo.
Il gruppo di Eoykos ha attraversato da protagonista la stagione felice dell’età postmoderna. Lo ha fatto nel momento cruciale in cui il Novecento si interrogava sul recupero dei valori e la riconfigurazione formale. Ciò non senza difficoltà e innanzitutto con le avversità culturali di chi, erroneamente, credeva che l’informale e il concettualismo avevano  sotterrato per sempre tutti gli altri linguaggi espressivi.  Brambilla, Golino, Notari, Scrivano,Stravato e Terdich non hanno esitato a schierarsi per la ricomposizione formale, per la ricostruzione di una narrazione comprensibile, per la rinascita della bellezza formale ed espressiva. E così hanno   avanzato la loro proposta figurativa, maturata dopo un lungo esercizio visivo e dopo l’attento recupero di tecniche ormai quasi del tutto scomparse. Nel disegno hanno  ritrovato quella freschezza creativa che è tipica della matita morbida o dell’inchiostro scorrevole. Nella pittura hanno ridato sostanza alle velature, agli impasti leggeri, ad una materia trasparente, soffice e leggera che ricorda il polline della primavera, la stagione dei mutamenti, delle metamorfosi, di quel tempo magico in cui la carne si fa tenera foglia, in cui gli amori impossibili si trasformano in sorgive d’acqua e fiumi sotterranei. Nella scultura hanno recuperato il senso dell’alito vitale dell’inizio, quando con un soffio l’Eterno rese mutevole e viva la materia sorda.
Il loro segno, a volte delicato altre volte forte e incisivo, il loro colore avvolgente e la  passione di tutti per le profondità spaziali, hanno determinato il carattere espressivo inconfondibile del gruppo che ha, nel racconto del mito, il suo tessuto connettivo. I sei mettono nel crogiuolo della loro abilità tecnica la magia del tempo trascorso, il colore solare tipico del Mediterraneo, il segno indagatore della loro ricerca formale. Ne ottengono una sintesi che invita alla riflessione, alla contemplazione della bellezza, valore di cui l’umanità nuova per rinascere ha estremo bisogno.  All’interno del loro viaggio di armonia e bellezza, le visioni magiche convivono con le presenze della quotidianità, in un afflato d’amore e di rispetto, consapevoli del fatto che non c’è presente senza passato, non c’è futuro senza legame saldo alle radici della conoscenza. I loro luoghi fatati, gli spazi di armoniosa convivenza, sono pertanto proiezioni di una società futuribile dove la bellezza cancella le ferite di un’età , la nostra, attraversata dall’inquietudine esistenziale e dalla crisi di identità.
Oggi ognuno cerca se stesso nel disordine, nei rifiuti, nelle ferite, nel dolore. Il Gruppo Eoykos ci indica una via diversa, una via tracciata dalla ragione, dal buon senso, dalla solidarietà. Alla luce di ciò che accade in un sistema globale destinato ad implodere, Brambilla, Golino, Notari, Scrivano, Stravato e Terdich potrebbero essere definiti   sognatori, instancabili costruttori di luoghi surreali dove abitano gli esseri che rifiutano le miserie della quotidianità, l’arroganza di un tempo che tutti viviamo con disagio.


Paolo Giansiracusa

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