La Spadarina
Scrivano Rosario: Personaggio eclettico, versatile, di intensità travolgente, avendo tuffato gli occhi nell’oceano del cosmo interiore, grazie anche alla sensibilità percettiva della natura intrinseca del colore quale forza costruttiva, ideativa, del sogno, del segno e del simbolo.
Del suo versatile naturalismo e realismo del segno grafico, della composizione di morfologie di natura, alla sensibilità percettiva della poesia dell’anima, ha dato le ali ai suoi piedi d’argilla per volare, per vedere e cercare di vedere, di spaziare il molto che si nasconde dietro alle nuvole dell’astrazione.
Perché il suo viaggio esplorativo, è cominciato da molti quadri di incredibile purezza, nei colori squillanti, timbrici, intrisi di luce naturale. Ad apprezzare la inquieta icasticità del rappresentativo, compendiando col pensiero intelligente, finchè altri particolari ossessivamente insistiti, gli hanno rivelato senza più incertezze che, con il carattere tormentato del suo innato talento, mirato alla ricerca esplorativa del profondo interiore, all’intrinseca natura del pensiero, oltre ogni possibile ragione, la variabilità nei livelli acquisiti di visualizzazione, la scoperta di momenti variabili dell’identità, il metamorfico caleidoscopico mondo del sogno, le immagini sempre nuove della natura che lo circonda, nei diversi aspetti che acquistano differenti significato, la complessità della centralità della persona umana, il paradosso che attizza il testo di molti percettivi dell’intuizione, la sua capacità come artista sintomatico, istintivo, quant’è potenzialmente analitico, per un bisogno di risultanze estreme, da godersi in sé. Per il suo metamorfismo deflagrante, surreale della figura femminile, il nocciolo dell’arte che libera come nella natura, un potenziale di apocalisse, per il metamorfismo deflagrante ma ordinato in stratificazioni dei differenti livelli della visione dell’apparenza…
Nella ricerca di una giacomettiana essenzialità, oltre ogni velo di illusoria materialità terrena, un bisogno d’anima, di questo suo modo personale, polimorfo e acceso, “tout se tient”, l’importante per l’osservatore stupefatto, che non vuole perdere di vista quel tutto. O, almeno l’avvertenza delle parti che lo compongono, a scoprire l’essenza più inquietante, delle molteplicità e varianze che sottendono oltre l’apparenza, all’unità del reale contenuto essenziale, invitando il lettore verso la dissoluzione contemplativa, nella direzione del sé reale.

Alfredo Pasolino

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