La Spadarina
“La figura umana in primo piano - Nei dipinti di Paolo Terdich esposti in Sant’Ilario” (da “La Cronaca” del 7 novembre 2007)
“Ritrarre la figura umana è la vocazione di Paolo Terdich, artista che proprio in questi giorni sta esponendo le sue tele alla Galleria Sant’Ilario.
Entrando nello spazio, a due passi da piazza Cavalli, ad accoglierti è proprio una serie di ritratti in una luminosa vetrinetta di cristallo; sono visi delineati con morbidi tratti di scura grafite che ritraggono donne e uomini di luoghi lontani, dalle fisionomie esotiche d’Africa.
Grafite e carboncino sono il mezzo con il quale l’artista meglio, a nostro parere, riesce ad esprimersi, e gli è facile rendere vivi i personaggi ritratti, cogliendo espressioni che ben si lasciano intuire, nascosti sotto occhi grandi e pelli ambrate, i loro sentimenti e stati d’animo.
Avanziamo e sui muri vediamo giovani donne intente a guardarci, sono giovani dai bei volti, pensierose, assorte, , raffigurate in un attimo di meditazione e di riposo dalla frenesia della vita quotidiana; Terdich le descrive, giocando con luci e d’ombre, lasciando vivo l’alone di mistero che si nasconde nel fondo della loro anima. E poi non manca una serie di paesaggi e nature morte.
Sono i particolari minuti della natura ad essere descritti con le sua pennellate; così ad tratto ci troviamo proprio di fronte ad un tramonto infuocato ricco di nuvole, rosa e gonfie di raggi di sole al tramonto.
Nel campo della natura morta è da collocarsi l’ultima sperimentazione dell’artista che ha voluto studiare, in una personale “sfida tecnica”, le trasparenze dei vetri della più differenti fogge e spessori o i riflessi dei metalli, piccole zuccheriere o caffettiere nelle cui facce riflette l’ambiente che le circonda.
Così oggetti che troviamo quotidianamente sulle mense delle nostre case entrano in composizioni, arricchite da fiori e sublimate da delicati fondi sabbia o oro.
Terdich è un pittore che tende alla ricerca, al perfezionamento, dal quale possiamo aspettarci, in futuro, piacevoli sorprese”.
Giovanna Ravazzola (giornalista e critico d’arte)

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