La Spadarina
“Paolo Terdich non smentisce il suo interesse per la figurazione e compone opere realistiche in cui è possibile osservare una suggestione lirica che coinvolge lo spettatore. Pittore versatile affronta diversi temi come ad esempio la figura umana che viene realizzata con un disegno preciso e sicuro. I volti delle sue giovani donne hanno una espressione malinconica e pensierosa. Il pittore è in grado di portare alla luce tutte le problematiche dell’individuo attraverso una attenta indagine psicologica del soggetto. Le sue ragazze sono raffigurate durante un attimo di riposo, in un momento di meditazione, mentre leggono un libro, mentre nuotano nel mare aperto o sono in attesa di un appuntamento. Sono sempre ritratte nella loro solitudine rassegnata, forse incapaci di reagire al loro triste destino. Ciò che colpisce maggiormente in questi ritratti sono gli occhi che esprimono i segreti più intimi. Le sue donne sono sempre giovani e le loro pose sono risolte con grazia e non sono mai volgari. La natura invece viene descritta mediante un suggestivo gioco di luci ed ombre. Nei paesaggi la presenza dell’uomo è assente ma si intuisce nel silenzio del creato. Queste vedute donano un senso di pace, serenità e rivelano una realtà incontaminata. Le caratteristiche fondamentali dei panorami sono: la ricerca della perfezione del tratto, la fusione dei chiaroscuri e la scrupolosa resa formale. Terdich porta sulla superficie della tela le emozioni che prova davanti alla bellezza di ciò che ci circonda. E’ chiaro il bisogno di raccontare lo spettacolo di boschi incantati, di laghi avvolti dalla nebbia, di tramonti infuocati, delle nuvole che vagano nell’immensità del cielo azzurro. Gli oggetti quotidiani delle nature morte sono immersi nell’immobilità e sono elaborati attraverso una composizione equilibrata. L’impostazione di queste composizioni è semplice, essenziale e non esiste spazio per il particolare. In queste opere viene messa in evidenza la grandezza delle piccole cose. Esse prendono in considerazione anche l’elemento floreale sottolineando la delicatezza e la poesia di un fiore che sboccia. Questo tipo di composizioni sono irradiate dalla luminosità. Il linguaggio pittorico di Terdich valorizza un percorso espressivo denso di contenuti profondi ed è di immediata lettura. L’autore sa cogliere le emozioni più significative e sa ritrovare valori importanti ormai dimenticati e calpestati. Egli porta avanti un discorso coerente che dimostra una padronanza del colore e una notevole capacità tecnica. Terdich non si accontenta solo di dar vita ad oggetti inanimati ma racconta il mondo reale attraverso il suo animo sensibile manifestando una considerevole comunicativa. Egli mantiene un dialogo con l’ambiente e con il genere umano portando il fruitore a riflettere sulla quotidianità e sui rapporti con i propri simili.”.
Elena Gavazzi (giornalista e storico d’arte)

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