La Spadarina
right here right now rosa acqua 9 acqua 11 io regolo il tempo mani 3 mani 5 acqua ossessione 1

Paolo Terdich





Aprile 2000: “Appunti di viaggio“ personale presso l’ Istituto Italiano di Cultura al Cairo
L’artista con il Direttore dell’IICC Dott. Attilio De Gasperis e il Dr. Ing. G. Marino, in rappresentanza dell’Ambasciata Italiana al Cairo


“…Terdich, artista piacentino dall'animo zingaro che ha formato il suo modo pittorico grazie al suo istinto del viaggio. Le sue esperienze di vita vissuta in Inghilterra, Egitto, Olanda, Nigeria si ritrovano nella sua pittura, suggerimenti di culture che completano la formazione di un artista che non smette mai di inseguire il nuovo…”. (R. Suzzani)
“…Il suo apprendistato e la sua maturazione artistica non seguono un iter classico. Autodidatta, esordisce tardi ma in breve recupera ottenendo anche all'estero prestigiosi rico­noscimenti. La sua vocazione inizialmente si manifesta attraverso un personale approccio al ritratto, eseguito soprattutto a grafite e a carboncino, in cui si evince il ruolo essenziale del disegno che costituisce, con pari dignità rispetto ai lavori ad olio, un passaggio determinante nel processo che porta al compimento delle sue opere. Il suo linguaggio pittorico viene, nel corso degli anni, raffinato attraverso un continuo processo di elaborazione e sperimentazione di stili differenti, maturando così una personale e sicura impronta. Nei suoi lavori ricerca un approfondimento conoscitivo, di penetrazione oltre l’apparenza delle cose e dimostra una particolare abilità nel destreggiarsi con varie tecniche pittoriche, che padroneggia con la maestria di un artista maturo sta maturonza, i di Cultura a e prresso : oli, intensi, scenografici e vicini all’iperrealismo; acquerelli e acrilici, poetici e ripresi con una luminosità evanescente; ritratti a grafite, insuperabili per umanità, sentimento e tensione espressiva…”. (C. Francou)
“…L'esordio è legato all'Iperrealismo che ebbe, in Italia, alterne fortune ma Terdich riprende solo la precisione esecutiva non il drammatico vuoto interiore che attanagliava soprattutto gli artisti americani di quell'area. Vibrando nel pittore piacentino diverse anime, emerge una varietà di soggetti, non solo una lacerata realtà o la freddezza di oggetti svuotati di significato dalla sempre più commerciale Pop Art. Ritratti e particolari anatomici già da anni ci dicono come Terdich colga sfumature e sentimenti ben oltre la nitidezza del ‘Photorealism’. Va oltre affrontando temi ostici come la serie Acqua: al centro c'è sempre un uomo immerso in un liquido blu screziato in mille rivoli, dal colore più o meno intenso, dall'azzurro pervinca al blu cobalto. E' un punto d'arrivo importante, molto importante, nella sua poetica: sparita la fedeltà al modello, tutto diviene più fluido e immaginifico. Questi atipici nuotatori sono soggetti nuovi, inediti e, per dinamismo compositivo e vivacità cromatica, comunicano infinite sensazioni di movimento e libertà. Terdich medita ora su percezione, dimensione temporale rifiutando l'ambiguità iconografica ma puntando solo su densi risvolti umani, su concentrazione di sguardi ed atteggiamenti come nelle serie Mani e Visi. I sentimenti affiorano, le emozioni divengono dunque "trasparenti" nell’universo visivo di Terdich che si muove ora con maggior sicurezza, rifiuta l'implacabile perfezione formale privilegiando, in linea con la grande tradizione storica e figurativa italiana, la sfera interiore…”. (F. Bianchi).
“…Terdich si dimostra artista eclettico, perennemente alla ricerca del nuovo e del diverso, vivendolo come una sfida; al piacere della scoperta si accompagna il piacere della riuscita. Egli conferma il suo interesse per la figurazione e compone opere realistiche in cui è possibile osservare una suggestione lirica che coinvolge lo spettatore. Inedite sono le sue nature morte, personalissime nell’interpretazione della luce e nella scelta dei soggetti. Terdich sceglie l’artificiale, quale possono essere il vetro e l’acciaio. Ciò che lo interessa sono i piani, le consistenze e i riflessi; a bottiglie scure si sovrappongono bicchieri, calici, pieni di vino appena versato e dalla superficie ancora tremolante, o vuoti. Ciò che importa è variare, accostare l’effetto luminoso di una superficie piena, ottusa, come quella della ceramica, con l’impalpabile vetro soffiato. L’insieme è ordinato, simmetrico; all’attimo dell’evento, subentra la riflessione; l’estemporaneità lascia il campo alla contemplazione. In queste opere viene messa in evidenza la grandezza delle piccole cose. Il pittore è animato dallo stesso slancio quando dipinge la figura umana, che peraltro predilige. Che la tratteggi ad olio o a matita (tecnica nella quale dimostra tutto il suo talento) ne cura infatti, al di là dell’anatomia, la posa, anche in questo caso mai casuale. Nelle sue figure, enigmatiche, il pittore è in grado di portare alla luce tutte le problematiche dell’individuo attraverso una attenta indagine psicologica del soggetto. Propone uno studio dell’umanità con i suoi dolori, le sue sofferenze esistenziali. I suoi ritratti, estremamente realistici nella definizione fisionomica, che si trasformano in presenze metafisiche, sono emblemi di uno stato d’animo, grazie alla luce, purissima, e scultorea…”. (P. Riccardi)
“…Il linguaggio pittorico di Terdich valorizza un percorso espressivo denso di contenuti profondi ed è di immediata lettura. L’autore sa cogliere le emozioni più significative e sa ritrovare valori importanti ormai dimenticati e calpestati. Egli porta avanti un discorso coerente che dimostra una padronanza del colore e una notevole capacità espressiva. Terdich non si accontenta solo di dar vita ad oggetti inanimati ma racconta il mondo reale attraverso il suo animo sensibile manifestando una considerevole comunicativa. Egli mantiene un dialogo con l’ambiente e con il genere umano portando il fruitore a riflettere sulla quotidianità e sui rapporti con i propri simili...”. (E. Gavazzi)
“…Volti e mani. L'espressione non è prerogativa degli occhi e Terdich lo sa bene. Nelle sue opere dal tratto realistico e dal taglio fotografico - in certi casi cinematografico - l'artista concentra la sua attenzione sull'emozione, o meglio sull'espressione dell'emozione. In un'epoca in cui il volto è costantemente al centro dell'attenzione, in cui l'immagine è il linguaggio comunicativo per eccellenza, Terdich riscopre l'antica arte del ritratto. Fa un passo indietro, cede il cammino all'iperrealismo e rientra nella dimensione dell'arte che non deve solo "ricopiare" il vero, ma lo deve investire di nuova bellezza, di nuova armonia. Questa volontà di trasporre il vero ammantato d'arte si mostra completamente nei ritratti, ma ancora di più nelle mani. L'artista è affascinato dalla gestualità, dal movimento, dalle torsioni che le mani compiono talvolta quasi involontariamente, certamente inconsciamente. Un ventaglio espressivo troppo spesso ingorgato, nascosto in piena vista su cui viene riaccesa la luce. Immerso nel liquido trasparente - la cui componente simbolica affonda le radici nella sacralità del battesimo, della purificazione, della rinascita, ma anche semplicemente della meraviglia della natura - la figura umana si perde in essa lasciando che l'acqua ne distorca i contorni, mescolandosi ad essa quasi entrando a farne parte. Uomo e acqua diventano, nelle opere di Terdich, due facce della stessa medaglia: quella della vita…”. (R. Suzzani)
“…Un artista, Paolo Terdich, dotato di un talento innato che prospetta il reale riuscendo a coglierne anche le più intime vibrazioni. Ogni elemento costitutivo delle sue opere acquista così un significato singolare che meglio inquadra la sua ben definita personalità artistica. Un poeta del colore e della luce che usa metafore per stimolare la fantasia dello spettatore aiutandolo a liberare se stesso dagli schemi consueti garantendogli appaganti visioni e rivisitazioni della realtà in chiave personale e di respiro universale…”. (D.Masarà).
“...Guardando le opere di Terdich, siano esse policrome o in bianco e nero, si capisce a quali livelli possa arrivare la rappresentazione del reale, e quali implicazioni possano essere contenute in un risultato finale che una catalogazione sommaria potrebbe definire iper-realista. Terdich “ha la mano”, e che mano; ma non solo. Le sue capacità tecniche sono notevoli, e vengono associate a pulsioni espressive fra le più varie, tutte comunque nell'ambito di una raffigurazione limpida che richiama la definizione e il micro-contrasto degli obiettivi fotografici. Va detto che non si tratta di doti esclusive: chi pratica il mondo artistico ha incontrato moltitudini di iper-realisti iper-tecnici. Terdich, però, si distingue per una componente che porta oltre la sia pure sapiente riproduzione del reale, cioè l'inquietudine espressiva. L'inquietudine intellettuale di Terdich irrompe da una serie di opere dalla quale emerge la creatività di un autore che ha troppo talento per restare schiavo della propria tecnica: è quella degli “acquatici”, dipinti dal gusto modernissimo e dalla realizzazione complessa, “americani” se appena fossero di quelle generose dimensioni che usano gli artisti d'oltre oceano, con i soggetti che frantumano il cristallo dell'acqua in riflessi scomposti che scompongono i corpi che li hanno generati. Opere vive, e ciò con buona pace di chi oggi spocchiosamente si fa un punto d'onore nel guardare con sufficienza gli artisti figurativi, e con diffidenza gli iper-realisti. Può essere questa la sintesi di un pittore che ha davanti a sé possibilità di grande rilievo, e probabilmente anche il puntiglio di metterle al servizio del proprio desiderio di esprimersi. L'inquietudine intellettuale di Terdich irrompe anche da quella che comprende ciò che da sempre è stato il più aspro campo di battaglia degli artisti figurativi, cioè la riproduzione della mano. Per banale che possa sembrare, per i pittori di tutte le epoche la mano ha costituito l'oggetto più arduo da raffigurare. Occorre farci caso: in opere caratterizzate da visi perfetti e corpi o abiti dalla nitidezza assoluta, le mani, appartengano a un dipinto rinascimentale o a un ritratto ottocentesco, appaiono spesso sfumate, avvolte in una sorta di nebbia figlia dei limiti della tecnica. Le mani disegnate da Terdich sono invece eccezionali. Parlano. Raccontano. Vivono vita autonoma, e sembrano essere raffigurazioni dell' anima...”. (G. Chiara)
“…La superficie dell'acqua e i suoi riflessi che generano un confondersi di forme appena accennate. Le trasparenze di Paolo Terdich sembrano voler esplorare le possibilità della percezione del reale attraverso uno stato fisico che tende a provocare deformazioni, increspature, frammentazioni. Il campo del visibile diventa così lo spazio della visione e del colore. L'acqua, simbolo della vita, della purificazione e del vigore si trasforma in un territorio di luce e di riflessioni. La prima constatazione è che quelle trasparenze trasformano il nuoto in una sorta di danza che a volte sembra spingere quei corpi verso il fondo, in altri casi li solleva come se fossero in volo. Poi il gesto di una bracciata vigorosa, l' esplosione delle particelle al contatto del corpo fermato nell'attimo del tuffo o di una vigorosa bracciata e quell’acqua raccolta tra le mani, quasi un simbolo dell'esistenza che scorre implacabile tra le dita e le pieghe della vita. Infine la trama compositiva, con il breve accenno delle accese cromie di un costume nella metamorfosi continua delle tessere d'acqua che accendono la composizione facendo vibrare l'intera gamma tonale del blu e dell'azzurro. Ancora trasparenze che, poco a poco, portano a scoprire cosa sia celato sotto quel graticcio liquido che tutto copre, preservando l'attimo di intense e autobiografiche emozioni…”. (C. Francou)

“…La pittura piacentina si è negli ultimi anni notevolmente evoluta grazie a mo­vimenti di rilievo nazionale ma anche a singoli artisti come Paolo Terdich che ha, in pochi anni, elaborato uno stile particolare. Paolo Terdich con discrezione ed infinita volontà sta scalando le difficili, in alcuni casi irraggiungibili, vette della pittura italiana. Dopo i successi ottenuti in concorsi ed esposizioni locali ha di recente ottenuto prestigiosi riconoscimenti in importanti iniziative internazionali come il Premio Arte 2008 organizzato dall'editoriale Mondadori attraverso il mensile Arte o l'altrettanto prestigioso Premio Celeste 2008...…Paolo Terdich in pochi anni ha raggiunto eccellenti livelli non solo grafici. Le raffinatissime opere dell’artista rilanciano un genere che furoreggiò soprattutto in America tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, un genere che oggi in Italia è scarsamente praticato. Egli punta non solo ad un’astratta perfezione formale ma anche ad una squisita, amabilissima, fattura che per armonia cromatica e delicatezza di tocco supera la freddezza fotografica, oltrepassa la dimensione puramente visiva per sconfinare nell’ineffabile campo delle emozioni. Come Domenico Gnoli, Terdich nobilita il quotidiano con opere che evitano l’autocompiacimento soprattutto degli artisti americani e l’eccentricità della Pop-art per giungere ad una silenziosa, a tratti impersonale, Metafisica dove, impalpabile, si sente il respiro del grande pittore Giorgio Morandi. Emozioni intese come quintessenza della mimesi, ma anche realismo lenticolare elevato a codice espressivo, non stile ma valore. Perché tale successo? Terdich è artista raffinato, fino a pochi anni fa inimitabile nel disegno a matita, poi sempre più orientato verso dipinti iperrealisti in olio ed acrilico su tela dove ha sempre cercato, presupponendo un percorso dell'anima ed attraverso immagini di estremo nitore, non solo l'apparenza ma anche l'interiorità”. (F. Bianchi)
“…Acqua e donna. Ancora due facce della stessa medaglia. Un dialogo che percorre l'intera produzione di Terdich. E' in mescolanza di linguaggi che l'artista desume il suo personale modo di esprimersi. Un linguaggio realista, talvolta tanto estremo da sfiorare l'iperrealismo, ma al contempo surreale proprio per quella stessa perfezione delle forme dal taglio fotografico che ne caratterizza l'opera. Realismo surreale che si sublima nel ciclo che Terdich dedicato all'acqua. In "Trasparenti emozioni", opere di grandi dimensioni realizzate in olio o acrilico, l'artista si cimenta con la sfida più difficile per un pittore: la resa dell'acqua, il racconto dello scintillio della luce su una superficie perennemente in movimento. Protagonista assoluta della narrazione, l'acqua, lascia spazio al primo amore di Terdich - l'essere umano - vestendolo di nuova vita. Immerso nel liquido trasparente - la cui componente simbolica affonda le radici nella sacralità del battesimo, della purificazione, della rinascita, ma anche semplicemente della meraviglia della natura - la figura umana si perde in essa lasciando che l'acqua ne distorga i contorni, mescolandosi ad essa quasi entrando a farne parte. Uomo e acqua diventano, nelle opere di Terdich, due facce della stessa moneta: quella della vita. E' in queste opere che l'artista dimostra il suo eclettismo tecnico e linguistico. Carboncino, acrilico, acquerello. Una intera gamma di modus operandi con cui l'artista si cimenta affrontando al contempo un'altra sfida: la rappresentazione del volto e l'espressione delle mani. Mani che parlano ed emozionano, intense come uno sguardo, loquaci come due labbra. Mani che non smettono di raccontare una storia tutta al femminile. Due facce, una medaglia. Ma in fondo acqua e donna sono una cosa sola…”. (P. Mazzei)
“…La sua si potrebbe definire un'opera di indagine, di ricerca di verità nascoste, resa attraverso un realismo silenzioso e intimista, che trasmette sensazioni di attesa e di mistero…”. (B. Polpacci).

Curriculum artistico

Principali Mostre:
2009:


2008:


2007:


2006:


2005:


2004:


2002:


2000:


Principali Concorsi:

2009:


2008:


2007:


2006:


2005:


2002:


Principali Pubblicazioni:

2009:


2008:


2007:


2006:


2002:


Principali Recensioni:
2009:


2008:


2007:


2006:


2004:


2002:


2000:

Contatti
Indirizzo: Piazza Ciddatella 11, 29100 Piacenza
Tel.: 0523.332751
Cell.: 335.5923181 – 346.7808680
Sito web: www.paoloterdich.it
email: p.terdich@tiscali.it, p_terdich@yahoo.com
Recensioni e Pubblicazioni
“Premiati per le emozioni e le magie del Natale” (da “Libertà” del 29 gennaio 2008) - Fabio Bianchi (giornalista e critico d’arte)
- Giuria IX Edizione del Concorso Nazionale di Pittura Scultura e Grafica - “Emozioni e Magie del Natale” – gennaio 2008
“Custodito nel cuore: vince Boiardi” (da “Libertà” del 23 aprile 2008) - Fabio Bianchi (giornalista e critico d’arte)
“Arte piacentina - Tele iperrealiste di Paolo Terdich premiate a Roma in due concorsi” (da Libertà del 30 luglio 2008) - Fabio Bianchi (giornalista e critico d’arte)
Estratto dal Catalogo della VII Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Roma” - gennaio 2008 - Elena Gavazzi
Estratto dal Catalogo 2008 Avanguardie Artistiche - edito dal Centro Diffusione Arte - Edizioni e Recensioni Artistiche -
“Estratto da “Grandi Maestri” (edito dal Centro Diffusione Arte - Edizioni e Recensioni Artistiche – luglio 2008) - Dino Masarà (storico d’arte)
“Terdich Premiato a Roma” (da “Libertà” del 2 novembre 2007) - Fabio Bianchi (giornalista e critico d’arte)
“La continua ricerca di Paolo Terdich - La mostra in corso nella Galleria Sant’Ilario” (da “Il Nuovo Giornale” del 2 novembre 2007) - Paola Riccardi (giornalista e storico d’arte)
“La pop-art di Terdich - Alla Galleria d’Arte Sant’Ilario” (da “Libertà” del 4 novembre 2007) - Fabio Bianchi (giornalista e critico d’arte)
“Paolo Terdich, un premio alla lirica quotidianità - Ritratti, paesaggi e nature morte...” (da “Il Corriere Padano” del 5 novembre 2007) - Elena Gavazzi (giornalista e storico d’arte)
“Vincitore del premio Arte d’autunno - Il pittore piacentino ha anche riscosso il prestigioso riconoscimento” (da “La Cronaca” del 7 novembre 2007) - Giovanna Ravazzola (giornalista e critico d’arte)
“La figura umana in primo piano - Nei dipinti di Paolo Terdich esposti in Sant’Ilario” (da “La Cronaca” del 7 novembre 2007) - Giovanna Ravazzola (giornalista e critico d’arte)
Estratto dal “Catalogo dell’Arte Moderna – Gli Artisti Italiani dal Primo Novecento ad Oggi – numero 42 Grandi Maestri” (edito da Giorgio Mondatori - 2007). -
“Roma, piacentini alla Biennale nelle sale del Bramante” (da Libertà del 21 marzo 2006). - Carlo Francou (scrittore, giornalista e critico d’arte)
“Artisti piacentini alla “Spadarina” (da Libertà del 19 aprile 2006). - Fabio Bianchi (giornalista e critico d’arte)
“Spadarina, quattro stili che dialogano” (da La Cronaca del 25 aprile 2006) - Chiara Bernazzani (giornalista e critico d’arte)
“Immagini a confronto nell’Atelier di Roberta Braceschi” (da Corriere Padano del 28 aprile 2006) - Elena Gavazzi (giornalista e critico d’arte)
“Alla Galleria Spadarina di scena il figurativo ” (da Il Nuovo Giornale del 28 aprile 2006) - Paola Riccardi (giornalista e storico d’arte)
Estratto dal Catalogo della VI Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Roma - febbraio 2006 - Carlo Francou
Estratto dal “Catalogo dell’Arte Moderna – Gli Artisti Italiani dal Primo Novecento ad Oggi – numero 41 Grandi Maestri” (edito da Giorgio Mondatori - 2006). -
(estratto da AWC Gallery News – L’Aja Giugno 2004) - (Direttrice di AWC)
dal Catalogo “Expo Arte Pisa 2002 – XXVIII Rassegna Nazionale Arte Contemporanea” (febbraio 2002) - Ireneo Lorenzoni (Direttore Rassegna Expo Arte Pisa)
“Le inquietudini di Paolo Terdich” (da Libertà del 10 marzo 2002) - Carlo Francou (scrittore, giornalista e critico d’arte)
da ”ITART 2002” 4th mini-graphic & painting world wide show – Pisa (giugno 2002) - Bruno Pollacci – (Direttore Accademia d’Arte di Pisa)
“Ritratti in terra d’Africa, appunti di viaggio di un geologo pittore” (da Libertà del 25 giugno 2000) - Carlo Francou (scrittore, giornalista e critico d’arte)
- Elena Gavazzi (giornalista e storico d’arte)
- Giovanni Chiara (scrittore, critico d’arte e artista)
“L'Arte di Paolo Terdich” (recensione in occasione del "I Premio Rinascimentale - Eredi del Rinascimento", con titolo onorifico di Cavaliere dell'Arte) - Alfonso Gonfalone (critico d’arte)

Ritorna alla home
Visite alla pagina:1491
Stile del sito: autunno spring blue black orange