La Spadarina
LE STRADE DELLA VITA L’ATTESA OMBRELLO IN DUE TOCCARE IL CIELO ANIMA MARINA IMPARARE A VOLARE MIRAGGIO Fuga

Irina Ganiceva




Da quando nel 1990 ha iniziato a dipingere Irina è stata invitata molto spesso a rassegne, mostre, partecipazioni selezionate, ricevendo anche numerosi premi e riconoscimenti, esponendo anche all’estero (Stati Uniti d’America, Austria, Francia, suo Paese natio) ma essendo intensamente concentrata nella propria ricerca personale è decisamente più interessata ai curriculum futuri che a quelli passati.




La biografia di un artista autentico non dovrebbe contenere date. Il tempo dell’arte, come pensava già (Vasilij Vasil’evi? Kandinskij) ha poco a che vedere con il tempo comune. L’artista sembra, nasce vecchio e per contro rimane bambino per sempre, perché è capace di vedere - nel dettaglio e nell’insieme – ciò a cui gli altri sono spesso ciechi o almeno ipovedenti.
La biografia dell’artista deve però contenere luoghi, perché – sempre con Kandinskij – il suo compito precipuo è far sentire a chi non c’era come se ci fosse stato, in un eterno presente che è anche un ovunque. Può trattarsi di luoghi dell’anima: vette, alture, bassure, abissi. Ma se suono invece luoghi geografici probabilmente è meglio: essi sono fisici, in essi si sta totalmente, anche con il corpo, che attraverso i sensi trasmette all’anima ciò che è bramosa di apprendere. E questo, nel caso Di Irina Ganiceva è più vero che mai, essendo Lei nata e vissuta a lungo appena sotto il Circolo Polare Artico. La prima cosa che le ho chiesto quando l’ho intervistata per il presente scritto è stata se nella sua terra lo sciamanesimo è ancora diffuso. Lei mi ha parlato di popoli nomadi che per vivere allevano renne e pescano nei fiumi e nel mare di Barents, quando l’andamento stagionale lo consente, cioè non sempre, visto che la massima temperatura dell’acqua in agosto è di 14-15 °C e negli inverni più rigidi il mare gela completamente. Data la situazione, è piuttosto comprensibile che Irina, parlando del posto dove è nata, lo descrive come terra di sciamani, di natura selvaggia, di petrolio e di metano, carbone e oro, di orsi, lupi e aquile.
Da casa sua, nelle giornate giuste, si vedono in lontananza gli Urali.
Sapendolo c’è da stupirsi se ad Irina, quando è venuta a stabilirsi in un piccolo paese tra le provincie di Trieste, Gorizia e Udine, sono occorsi anni per ambientarsi? Ancora meno ci si stupirà scoprendo che ha compiuto i suoi studi tra Arcangelo e San Pietroburgo e che a lavorato in Manciuria, a Vladivostok, nell’isola Sachalin sul Mar del Giappone: in quei paraggi ha incontrato terremoti, tifoni e persone e culture di ogni genere. Un giorno, passeggiando nei boschi, ha avuto la sorte di incontrare anche … una tigre. Poi è iniziato l’avvicinamento all’Occidente, passando per l’Ucraina. Quindi l’Italia nel 90. Sarà stato un caso oppure il destino, ma da questo punto in poi il percorso di Ganiceva comincia sempre più a interiorizzarsi, prendendo decisamente la direzione dell’arte (danza, musica, disegno). In contemporanea, un disperato bisogno di leggere, che con ogni probabilità fa pendant con l’esigenza di spiritualità che l’ha spinta ad approfondire, tra l’altro, il Buddismo e a ritrovare il Cristianesimo Ortodosso. Infine, last but not least, arriva il “desiderio prepotente“ – così Lei lo definisce – di dipingere, i primi anni seguendo svariate rotte sempre alla ricerca di qualcosa di proprio, di identitario. Infine, dopo una lunga pausa (spesso sostare è indispensabile per chi vuole crescere in fretta) il suo nuovo stile che riesce ad essere, pur nella corposa matericità, insostenibilmente leggero e vibrante. E’ lo stile di una artista che sente e vede.
Quando ho chiesto a Irina Ganiceva, ovviamente per una mia curiosità personale, qualche notizia sui rapporti di genere in Russia, mi ha risposto con un proverbio che mi ha colpito per la sua profondità: “Le donne amano con le orecchie, gli uomini con gli occhi”. Ebbene, Irina dipinge (ama) da donna: sa stare in ascolto delle grida e dei silenzi di animali, persone, cose. Ma dentro di Lei c’è anche l’uomo che vede e guarda, osserva, registra. In questo modo si compie la sintesi, la meta più alta per l’anima di ogni artista autentico.


Chiara Santagada

Curriculum artistico
Manifestazioni principali ultimo decennio:

- Galleria del Castello della Contea degli Ortenburg (Austria) febbraio 2002
- Fort Lauderdale (Florida, USA) – giugno 2002
- Società Triestina Canottieri ADRIA 1877 – Trieste – novembre 2002
- Spazio Culturale “Giuseppe della Torre” della GaRiGo Cassa di Risparmio di Gorizia – dicembre 2002
- Galleria d’arte corte S.Francesco – Cividale del Friuli – aprile 2003
- Mosca (Russia) – giugno 2003
- Tolosa (Francia) – gennaio 2004
- Galleria G.Bison presso Museo Civico di Palmanova (UD) – febbraio 2004
- Citata nell’Annuario d’Arte Moderna Artisti Contemporanei 2004 – Roma
- Sala Esposizioni GIT – Grado (GO) – maggio 2004
- Hotel Savoia Excelsior – Trieste – agosto 2004
- Galleria Marina Lepanto – Monfalcone – agosto 2004
- Galleria di Santa Maria della Corte – Cividale del Friuli – aprile 2005
- Sala ex “Giubileo” della Comunità Greca-Orientale – Trieste – ottobre 2005
- Premio Alba 2005 –Diploma di merito Galleria d’Arte moderna “Alba” – Ferrara – gennaio 2006
- Citata nel Dizionario Enciclopedico Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea 2006
- Galleria “Ausonia” – Trieste – luglio 2006
- Nomina accademica Corrispondente dell’Accademia internazionale “Greci Marino” – Novara – agosto 2006
- Partecipazione alle vendite televisive su SKY- Liberarte - 2009
- Ricerca personale e studio sulla Storia dell’Arte 2008-2012
- Sala comunale Mariano del Friuli – aprile 2013
- Concorso Internazionale “La Spadarina” - Piacenza – Premio della Critica – giugno 2013

Contatti
Indirizzo: P.zza Indipendenza,3, 34070 Savogna d’Isonzo – fraz. Gabria (GO)
Tel.: + 39 0481 882543
Cell.: + 39 392 9192575
Email: irina.ganiceva@libero.it
www.irinaganiceva.it
Recensioni e Pubblicazioni
- Chiara Santagada
- Fabio Favretto

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